• Fabrizio Fiaschi

Castagnoli di Castellina in Chianti

Qui ci troviamo davvero in un piccolo angolo di paradiso, una valletta perfettamente esposta, con escursioni termiche importanti, circondata da boschi di macchia mediterranea.


Quando un’azienda ha la fortuna di trovarsi su di un terreno come quello di Castagnoli non deve far altro che seguire quello che il suolo le suggerisce. I terreni, data la loro pendenza, sono completamente terrazzati. Le viti sono in grande maggioranza allevate ad alberello.

Il suolo è ricchissimo di scheletro, rocce bianche localmente dette galestro.

Tutto questo fa sì che i vini che nascono da queste vigne siano la quintessenza della mineralità.

La coltivazione avviene ormai da molti anni seguendo i dettami dell’agricoltura biologica.

Sono vini con un carattere un po’ chiuso, come quello di un vecchio contadino chiantigiano: generoso con gli amici ma schivo con chi gli si approccia per la prima volta. Un contadino dalla pelle arrossata dal sole, dai capelli scarmigliati, dalle grandi mani rugose, anima nobilmente rustica.



Così questi vini non si concedono al primo sorso, hanno bisogno di giocare a nascondino col vostro palato, si rimpiattano per sorprendervi con guizzi inaspettati.

La sensazione salmastra, bilanciata da un frutto profondo e maturo, le fronde ombrose del mirto e del cipresso, le bacche nere, la grafite, sono parti di un universo olfattivo ammaliante e austero. La bocca è salda, vigorosa, compatta, grintosa, scalpitante.


Dovreste solo vederli questi vigneti, e ci lascerete il cuore senza alcun dubbio.